TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

Dal momento che l’iperidrosi causa notevoli disagi in ambito sociale e lavorativo (pensiamo, ad esempio, ad un’attività che necessiti di una notevole precisione manipolativa), è importante stabilire un percorso terapeutico adeguato. In prima istanza occorre escludere tutte le forme secondarie attraverso un’accurata anamnesi ed ulteriori, eventuali, indagini diagnostiche come gli esami ematici. Oltre alle normali pratiche igieniche,vanno evitati gli indumenti troppo aderenti, specie se costituiti da fibre sintetiche. In farmacia si possono trovare particolari deodoranti a lunga durata, capaci di limitare il disturbo grazie alla presenza di cloruro di alluminio. Indicati soprattutto per la regione ascellare, possono essere preparati anche dal farmacista (soluzioni al 20% in alcol assoluto). In questo caso l’applicazione locale,da farsi preferibilmente prima del riposo notturno,va coperta con una pellicola di carta e rimossa al mattino con successivo lavaggio della zona interessata. In alcuni casi il cloruro di alluminio può causare manifestazioni topiche sfavorevoli (rossore, prurito).Anche la ionoforesi può produrre una temporanea anidrosi (perdita della capacità di produrre sudore), nel caso la suddetta strategia antitraspirante non abbia dato gli effetti sperati. La ionoforesi, effettuata in ambito ambulatoriale, consiste nel collegare un generatore di corrente a bassa intensità a due bacinelle d’acqua (in cui sono immerse le mani o i piedi del paziente), oppure a due tamponi bagnati da applicare sulle ascelle o sulla fronte. Il flusso di cariche energetiche generato dall’apparecchio agisce otturando i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo. L’efficacia di questa tecnica terapeutica nella cura dell’iperidrosi è variabile, generalmente buona per i casi più lievi e meno apprezzabile nelle situazioni più intense. La terapia farmacologica dell’iperidrosi emozionale si basa sull’utilizzo di sedativi ed ansiolitici, capaci di limitare l’eccessiva emotività, ma anche di ridurre la soglia di vigilanza e causare sonnolenza. Il trattamento generale può avvalersi anche di anticolinergici, ma i risultati sono incostanti e gli effetti collaterali spesso insopportabili nel lungo periodo. Glicopirronio bromuro o glicopirrolato (es. Robinul): è un farmaco anticolinergico, un’alternativa ai classici trattamenti per l’iperidrosi, ma il prodotto non è reperibile in Italia; va assunto per os alla posologia di 2 mg, tre volte al giorno. Merita particolare attenzione l’impiego della tossina botulinica A (es. Botox,Vistabex, Bocouture, Xeomin): applicato alla cura dell’iperidrosi. Questa tossina è letale per l’uomo, tanto che un solo grammo è in grado di mietere dieci milioni di vittime. La morte sopraggiunge per paralisi flaccida, cioè per l’incapacità di contrarre i muscoli (compresi quelli involontari) a causa del mancato rilascio di acetilcolina da parte delle terminazioni nervose. Tuttavia, se impiegata in concentrazioni infinitesimamente piccole, l’azione miorilassante della tossina botulinica è limitata all’area di iniezione e può così contribuire a distendere le rughe o a bloccare la secrezione sudoripara (dal momento che l’attività delle ghiandole deputate alla produzione di sudore è controllata dal sistema nervoso). Solo dopo 4-6 mesi dall’iniezione si ha una graduale ripresa dell’attività secretiva ed in molti casi è sufficiente un singolo trattamento all’anno. Quest’ultimo, come accennato, consiste in molteplici iniezioni locali della tossina del botulino; è adatto per l’area ascellare, controindicato in volto, e può rivelarsi doloroso in mancanza di anestesia adeguata. Le iniezioni di tossina botulinica per trattare l’iperidrosi devono essere più superficiali rispetto a quelle praticate per spianare le rughe d’espressione. Infine, in caso di iperidrosi drastica ed invalidante, vengono proposti interventi chirurgici appropriati, eseguiti in anestesia locale e basati sulla rimozione delle ghiandole sudoripare o sull’interruzione della loro innervazione simpatica.

FARMACI

Tossina botulinica: miorilassanti, agenti ad azione periferica.

Indicazioni terapeutiche

La tossina botulinica di tipo A è indicato per il trattamento: del blefarospasmo,dello spasmo emifacciale e delle distonie focali associate;della distonia cervicale (torcicollo spasmodico);della spasticità focale: associata a deformità dinamica del piede equino dovuta a spasticità in pazienti pediatrici deambulanti con paralisi cerebrale, di due anni di età o superiore;del polso e della mano in pazienti adulti colpiti da ictus cerebrale. Iperidrosi primaria persistente e severa delle ascelle che interferisce con le normali attività quotidiane ed è resistente al trattamento topico. Disfunzioni della vescica:Vescica iperattiva idiopatica con sintomi di incontinenza urinaria, urgenza e frequenza in pazienti adulti che non abbiano una risposta adeguata o siano intolleranti ai farmaci anticolinergici. Incontinenza urinaria in pazienti adulti affetti da iperattività neurogena del muscolo detrusore della vescica causata da lesione stabilizzata del midollo spinale a partire dalla regione cervicale fino ai livelli inferiori o a sclerosi multipla. Sollievo sintomatico in pazienti adulti che soddisfano i criteri diagnostici per emicrania cronica (cefalee di durata ≥15 giorni al mese di cui almeno 8 giorni con emicrania) e che hanno mostrato una risposta insufficiente o sono intolleranti ai farmaci per la profilassi dell’emicrania

Posologia

Si faccia riferimento alle specifiche raccomandazioni per ogni indicazione descritta di seguito. Le unità di tossina botulinica non sono intercambiabili da un prodotto all’altro. Le dosi consigliate in unità Allergan differiscono da quelle di altri preparati di tossina botulinica.

Iperidrosi primaria delle ascelle

La tossina botulinica di tipo A ricostituito (100 Unità/4 ml) viene iniettato utilizzando un ago da 30 gauge. 50 Unità della tossina botulinica di tipo A vengono inoculate per via intradermica, distribuite equamente in siti multipli approssimativamente 1-2 cm l’uno dall’altro, nell’area iperidrotica di ciascuna ascella. L’area iperidrotica può essere definita utilizzando tecniche standard di colorazione, come ad esempio il test di Minor amido-iodato. Dosi superiori alle 50 Unità per ascella non possono essere consigliate. Il miglioramento clinico generalmente si verifica entro la prima settimana dall’inoculo. La tossina botulinica di tipo A può essere re inoculato quando l’effetto clinico del precedente inoculo diminuisce e quando il medico curante lo ritiene necessario. Gli inoculi non devono essere ripetuti più spesso di ogni 16 settimane.

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