TRATTAMENTO

Il trattamento dipende dalla forma, si somministrano cortisonici, steroidi ad uso topico, emollienti, idratanti per la pelle. Nei casi più gravi prednisone 1 mg/kg al giorno, PUVA terapia. La terapia può essere coadiuvata dall’applicazione locale di gel a base di sangue di drago e malaleuca alternifolia leaf extract. L’eczema è generalmente una malattia benigna e la causa è diversa da individuo a individuo, la terapia è pertanto principalmente rivolta a ridurre la sintomatologia. I rimedi domestici e i farmaci da banco di solito sono sufficienti. Nei casi di eczema cronico il medico potrà essere in grado di identificare gli allergeni, di prescrivere trattamenti per stimolare il sistema immunitario o suggerire un approccio con tecniche di rilassamento.

Medicina convenzionale

Nella maggioranza dei casi il medico prescriverà terapie elementari per alleviare il prurito: un bagno caldo per detergere le zone di cute crostosa seguito dall’immediata applicazione di prodotti a base di petrolio o grassi vegetali che aiutano a preservare l’equilibrio cutaneo naturale. Possono anche funzionare i preparati topici a base di catrame, ma questi risultano untuosi e maleodoranti; non dovrebbero essere usati dalle donne in gravidanza e il loro uso prolungato può aumentare il rischio di cancro della cute. Se i sintomi persistono il medico potrà consigliare l’applicazione di una crema da banco a base di idrocortisone. Qualora l’eczema sia di natura allergica, può risultare efficace l’assunzione orale di un antistaminico. Nei casi gravi sarà il medico a prescrivere farmaci a base di cortisone per bocca. Per i casi estremi, particolarmente nei bambini, l’avvolgimento del corpo in tessuti umidi può essere efficace nel riportare la cute alle sue condizioni normali di equilibrio. Il paziente dorme in un pigiama umido coperto con abiti asciutti o una tuta di nylon; alcuni medici consigliano di coprire la faccia con garze umide mantenute da un bendaggio elastico e di coprire le mani e i piedi con un paio di tubolari umidi ricoperti da un paio asciutto.

Farmaci cortisonici ad applicazione topica:

  • Idrocortisone (es. Locoidon, Colifoam):  si tratta di un farmaco steroide ad applicazione topica. Si raccomanda di applicare la soluzione nell’area interessata da eczema una volta al giorno; la terapia va protratta per alcune settimane, dato che i primi miglioramenti sono osservabili almeno dopo 7 giorni.
  • Clocortolone (es. Cloderm): applicare il farmaco sottoforma di crema od unguento tre volte al giorno, direttamente sulla sede coinvolta dall’eczema. Si raccomanda di massaggiare sino a completo assorbimento del prodotto.
  • Desonide (es. Sterades, crema o soluzione cutanea): per il trattamento dell’eczema, il farmaco è reperibile come crema, lozione, schiuma o gel da applicare direttamente sulla lesione. La posologia indicativa prevede di applicare un sottile strato di crema 2-3 volte al giorno. Non somministrare ai bambini al di sotto dei tre mesi di vita. Per la cura dell’eczema infantile, non superare le due applicazioni al giorno con questo farmaco.
  • Mometasone (es. Nasonex, Rinelon): per il trattamento dell’eczema, applicare un sottile strato di crema sull’area infetta, una volta al giorno, nel pieno rispetto delle indicazioni dettate dal medico.

Farmaci corticosteroidi ad azione sistemica:

indicati per trattare le forme gravi di eczema, che non si risolvono con la mera applicazione topica di creme o lozioni.

    • Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra): indicativamente, assumere il farmaco alla dose di 60 mg al giorno per una o due settimane. Rispettare le indicazioni del medico: la posologia può essere modulata in base alla gravità dei sintomi e alla risposta del paziente alla cura.
  • Desametasone (es. Decadron, Soldesam):  indicato per il trattamento delle forme gravi di eczema, specie se associato a disturbi immunitari. Per la posologia: consultare il medico.  

 

Farmaci antimicotici per la cura dell’eczema fungino:

  • Ciclopirox (es. Fungizione): antifungino ad applicazione topica. Sottoforma di gel, si raccomanda di applicare il prodotto due volte al giorno per 4 settimane; il farmaco è reperibile anche sottoforma di shampoo 1%: applicare il prodotto (5mg, corrispondenti a circa un cucchiaino  da tè, o a due se si tratta di capelli lunghi) sui capelli bagnati. Frizionare energicamente in modo da formare una schiuma persistente; dopodiché lasciare riposare 3 minuti. Evitare il contatto con gli occhi.

Farmaci antivirali sistemici: indicati per il trattamento dell’eczema in caso di accertata coinfezione da Herpes simplex.

  • Famciclovir (es. Famvir, Famciclovir): disponile sottoforma di compresse, assumere per os 1500 mg (1 compressa) in una singola dose. Il farmaco risulta particolarmente efficace quando assunto all’esordio dei sintomi (bruciore, dolore, formicolio, prurito).
  • Valaciclovir (es. Talavir, Zelitrex): assumere una compressa (2 g) ogni 12 ore; ancora una volta, è bene iniziare la terapia sin dai primi prodromi.

Immunosoppressori per la cura dell’eczema: l’impiego di questi farmaci per la cura dell’eczema non è quello di prima scelta; è infatti fondamentale valutare attentamente i possibili effetti collaterali nel lungo termine prima di iniziare una terapia.

  • Pimecrolimus (es. Elidel crema): formulato in prodotti ad applicazione topica, il pimecrolimus è indicato per la cura dell’eczema atopico del viso e del collo, specie per i bambini e ragazzi di età compresa tra i 2 ed i 16 anni. Iniziare la terapia applicando il farmaco direttamente sulla lesione cutanea, due volte al giorno, fino alla remissione dei sintomi. Qualora i sintomi non regredissero entro le 6 settimane dall’inizio del trattamento, si raccomanda di sostituire il farmaco. Non somministrare il farmaco per lunghi periodi.
  • Tacrolimus (es. Protopic unguento, Advagraf, Modigraf): questo farmaco trova indicazione sia per la cura dell’eczema infantile che per quello dell’età adulta. Iniziare la terapia applicando il prodotto (0,1%) due volte al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi caratteristici. È necessario provvedere a modulare la terapia in caso di mancata risposta entro 2 settimane dall’inizio del trattamento con questo farmaco.

Scelte alternative

Alcune terapie a base di erbe possono causare reazioni allergiche e certe erbe cinesi possono essere tossiche per il fegato e per il sistema immunitario. Il trattamento a lungo termine con le erbe dovrebbe essere intrapreso solo con la completa conoscenza dei possibili effetti collaterali e sotto la guida di esperti. Estrema cautela va utilizzata nel somministrare prodotti di erboristeria ai bambini, donne in gravidanza e persone anziane.

Digitopressione

La digitopressione non ha lo scopo di curare l’eczema, ma l’applicazione di una pressione profonda parecchie volte alla settimana nel punto Fegato 3, alla punta dei piedi e al punto Stomaco 36, poco al di sotto del ginocchio, può alleviare la tensione che sostiene gli episodi di infiammazione. Le creme a base di steroidi o gli steroidi per bocca possono essere appropriati per gli episodi acuti e gravi di eczema, ma il loro uso a lungo termine non è consigliabile per il rischio significativo di effetti collaterali. I prodotti topici possono causare assottigliamento e discromie della cute, acne e smagliature permanenti. In rari casi, se applicati attorno agli occhi, gli steroidi possono causare glaucoma. Le persone affette da eczema, che assumono gli steroidi per un periodo più lungo delle convenzionali due settimane e poi ne sospendono l’assunzione, possono incorrere nel rischio di una ricaduta seria di eczema. Per tutti questi motivi la terapia steroidea è raccomandata solo se sotto lo stretto controllo di un medico.

FARMACI

Farmaci cortisonici ad applicazione topica:

  • Desonide: Il desonide è un antinfiammatorio steroideo.

 

Indicazioni terapeutiche

Trattamento delle flogosi del segmento anteriore dell’occhio e dei suoi annessi: congiuntiviti allergiche, blefariti squamose, episcleriti, iriti, iridocicliti. Flogosi reattive post-chirurgiche e post-traumatiche.

Posologia

Collirio,soluzione: una o due gocce tre o quattro volte al dì. Unguento oftalmico: tre – quattro applicazioni al dì. Nel caso in cui sia previsto anche l’uso del collirio è sufficiente una unica applicazione serale.

Mometasone: corticosteroidi, preparati dermatologici.

Indicazioni terapeutiche                                                                                                                                          

Mometasone furoato è indicato nel trattamento delle dermatosi steroido-sensibili nell’adulto e nel bambino: Psoriasi,dermatite atopica,dermatite da contatto,dermatite seborroica,dermatiti irritative,neurodermatiti,eczemi da stasi,disidrosi,eritemi solari. Mometasone furoato:soluzione cutanea è specificamente studiato per il trattamento delle dermatosi del cuoio capelluto e delle altre aree coperte da peli.

Posologia

Applicare uno strato sottile di mometasone furoato crema, unguento o poche gocce di soluzione cutanea una volta al giorno, in quantità sufficiente a ricoprire tutta la zona interessata, massaggiando delicatamente fino a completo assorbimento. Nella maggior parte dei casi non è richiesto bendaggio occlusivo.

IDROCORTISONE:

Indicazioni

Per trattamenti sistemici: crisi iposurrenalica degli addisoniani e dei surrenectomizzati; stati anafilattici allergici gravi non rispondenti alla terapia tradizionale (asma bronchiale, reazioni da medicamenti, edema angioneurotico e della glottide); reazioni trasfusionali; shock grave (chirurgico, traumatico, emorragico, ostetrico, anafilattico, allergico, cardiogeno, farmacologico, da ustioni, da iposurrenalismo acuto) resistente alla terapia antishock standard.

Per trattamenti locali: asma bronchiale e bronchite asmatica; rinite allergica (mediante aerosol e inalazione); pleuriti essudative; versamenti pleurici traumatici; neoplasie pleuropolmonari (mediante instillazione endopleurica).

Come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o una riacutizzazione) in: artrite reumatoide, periartriti scapolo–omerali; rigidità articolari; borsiti, tenosinoviti (mediante iniezione endoarticolare e periarticolare).

Lombosciatalgie; algie radicolari; meningite tubercolare con blocco subaracnoideo in atto o latente, sotto copertura antibiotica antitubercolare (mediante iniezione epidurale e subaracnoidea). Come coadiuvante nella rettocolite ulcerosa (mediante clistere).

Posologia

La posologia va impostata più sulla gravità della indicazione clinica e sulla risposta terapeutica, che sull’età e sul peso del paziente.

PER VIA ENDOVENOSA: da 100 a 200 mg e più pro dose ripetuti in seguito in rapporto al quadro clinico. Negli stati di shock, da 20 a 50 mg/kg/die in bolo unico o suddivisi in diverse somministrazioni.

PER VIA INTRAMUSCOLARE: 25–50 mg oppure 100 mg da due a quattro volte a giorno.

PER VIA AEROSOLICA ED INALATORIA (eventualmente in associazione ad antibiotici e broncodilatatori): 25 mg per una o due applicazioni.

PER VIA ENDOPLEURICA (eventualmente in associazione ad altri presidi): all’inizio 50–100 mg e, in seguito, 25 mg per volta ad intervalli da 3 a 8 giorni.

PER VIA ARTICOLARE E PERIARTICOLARE: da 50 a 100 mg per le grandi articolazioni; 25 mg per le piccole, condizionando il numero delle applicazioni all’andamento clinico.

PER VIA EPIDURALE E SUBARACNOIDEA: 25 mg per volta, distanziati secondo il parere del medico.

PER VIA RETTALE (previa diluizione in acqua o in soluzione fisiologica): 25–50 mg in 100 ml di liquido, oppure 100 mg in 300–500 ml per clistere normale o goccia a goccia.

 

Specialità medicinale Composizione Ricetta Classe SSN
FLEBOCORTID RICHTER*1F100MG+1F (Sanofi Aventis) idrocortisone emisuccinato RR C
FLEBOCORTID RICHTER*EV FL1G+F (Sanofi Aventis) idrocortisone emisuccinato RR A
FLEBOCORTID RICHTER*EV FL500MG (Sanofi Aventis) idrocortisone emisuccinato RR C
SOLUCORTEF*1FL 100MG/2ML 2ML (Pfizer) idrocortisone emisuccinato RR C
SOLUCORTEF*1FL 250MG/2ML 2ML (Pfizer) idrocortisone emisuccinato RR C

 

FARMACI CORTICOSTEROIDI AD AZIONE SISTEMICA:

PREDNISONE:

Indicazioni

Affezioni di interesse reumatologico come terapia aggiuntiva per la somministrazione a breve termine (per far superare al paziente un episodio acuto o una riacutizzazzione) in: artrite reumatoide (casi particolari possono richiedere una terapia di mantenimento a basse dosi), malattia di Still, spondiliti anchilosanti, artrite gottosa acuta. Malattie del collagene: durante una riacutizzazione o come terapia di mantenimento in casi particolari di lupus eritematosus sistemico, dermatomiosite, periartrite, cardite reumatica acuta. Per controllare condizioni allergiche gravi o debilitanti non trattabili in maniera convenzionale: asma bronchiale, dermatiti da contatto, dermatite atopica. Sarcoidosi. Affezioni ematologiche: anemia emolitica acquisita (autoimmune), per il trattamento palliativo di leucemie e linfomi degli adulti, leucemia acuta dell’infanzia. Come coadiuvante nel trattamento della colite ulcerosa.

Posologia

La dose terapeutica d’attacco nell’adulto di peso medio corrisponde a mg 20-30 al giorno. Questa dose iniziale viene rapidamente ridotta nello spazio di tempo di una settimana ad una dose di mantenimento che oscilla in media intorno ai 10 mg al giorno: possono essere richiesti anche dosaggi minori in rapporto al peso corporeo ed all`eta` del paziente. La posologiadi mantenimento deve essere sempre la minima capace di controllare la sintomatologia ed è comunque fissata dal medico curante che, se incorrerà in una dose inadeguata assisterà alla ripresa graduale dei disturbi. La riduzione posologica deve essere sempre graduale.

Specialità medicinale Composizione Ricetta Classe SSN
DELTACORTENE 5MG 10 CPR prednisone RR A
DELTACORTENE 5MG 20 CPR prednisone RR A
DELTACORTENE FTE 25MG 10CPR prednisone RR A

 

DESAMETASONE: (vedi capitolo “Sindrome di Cushing”).

Indicazioni

Forme allergiche: Controllo delle allergie o degli stati allergici invalidanti che non rispondono ad adeguati tentativi con la terapia convenzionale: rinite allergica stagionale o perenne; asma bronchiale (incluso lo stato asmatico); dermatite da contatto; dermatite atopica; malattie da siero; edema angioneurotico; orticaria.

Malattie reumatiche: Come terapia supplementare per un breve periodo di tempo durante un episodio acuto o nella riacutizzazione delle forme seguenti: artrite psoriasica; artrite reumatoide, inclusa l’artrite reumatoide giovanile (in casi particolari può essere necessaria una terapia di mantenimento a basse dosi); spondilite anchilosante; borsite acuta e subacuta; tenosinovite acuta aspecifica; artrite gottosa acuta.

Malattie dermatologiche: Pemfigo; dermatite bollosa erpetiforme; eritema polimorfo grave (sindrome di Stevens-Johnson); dermatite esfoliativa; micosi fungoide; psoriasi grave.

Oftalmologia: Gravi processi allergici e infiammatori acuti e cronici a carico dell’occhio e annessi, quali: congiuntivite allergica; cheratite; ulcera marginale corneale allergica; herpes zoster oftalmico; irite e iridociclite; corioretinite; infiammazione del segmento anteriore; uveite posteriore diffusa e coroidite; neurite oftalmica; neurite retrobulbare; oftalmia simpatica.

Malattie endocrine: Insufficienza corticosurrenale primaria o secondaria (i farmaci di prima scelta sono l’idrocortisone o il cortisone; farmaci analoghi di sintesi possono essere impiegati, quando sia possibile, in associazione a mineralcorticoidi; in pediatria l’apporto supplementare di mineralcorticoidi è di particolare importanza). Iperplasia surrenalica congenita. Tiroidite non suppurativa.

Malattie dell’apparato respiratorio: Sarcoidosi; sindrome di Loeffler non trattabile con altri mezzi; berilliosi; tubercolosi polmonare fulminante o disseminata, in associazione all’appropriata chemioterapia antitubercolare; enfisema polmonare, nei casi in cui il broncospasmo o l’edema bronchiale svolgano un ruolo significativo; fibrosi polmonare interstiziale diffusa (sindrome di Hamman-Rich).

Malattie ematologiche – Trombocitopenia idiopatica e secondaria negli adulti; anemia emolitica acquisita (autoimmune); eritroblastopenia; anemia ipoplastica congenita (eritroide).

Malattie neoplastiche: Per il trattamento palliativo di leucemie e linfomi negli adulti; leucemia acuta nei bambini.

Stati edematosi: Per provocare la diuresi o la remissione della proteinuria nella sindrome nefrotica senza uremia, del tipo idiopatico o dovuta a lupus eritematoso. In associazione ai diuretici, per indurre la diuresi; cirrosi epatica con ascite refrattaria; scompenso cardiaco congestizio refrattario.

Edema cerebrale: desametasone (compresse) può essere impiegato nel trattamento dei pazienti con edema cerebrale di varia eziologia. Il farmaco può inoltre essere impiegato per la preparazione all’intervento chirurgico nei pazienti con ipertensione endocranica secondaria a tumori cerebrali; come palliativo nei pazienti con neoplasie cerebrali inoperabili o recidive; nel trattamento dell’edema cerebrale conseguente a interventi di neurochirurgia. Anche certi pazienti con edema cerebrale dovuto a lesioni craniche o a pseudotumori cerebrali possono trarre vantaggio dalla terapia orale con desametasone. L’impiego del farmaco nell’edema cerebrale non esclude la necessità di un’attenta valutazione neurochirurgica e di trattamenti radicali, quali interventi neurochirurgici, o di altre terapie specifiche.

Malattie gastrointestinali: Durante periodi critici come coadiuvante nella: colite ulcerosa; enterite regionale; sprue refrattaria.

Varie: Meningite tubercolare con blocco subaracnoideo o ostruente in associazione all’appropriata terapia antitubercolare. Reazioni infiammatorie conseguenti a interventi di chirurgia dentale. Nella riacutizzazione o per la terapia di mantenimento in casi selezionati di lupus eritematoso sistemico; endocardite reumatica acuta.

Per la diagnosi differenziale dell’iperfunzione corticosurrenale.

Posologia

La posologia deve essere adattata ai singoli casi, a seconda della gravità della malattia e della risposta individuale. La gravità, la prognosi, la prevedibile durata della malattia e la risposta del paziente al farmaco sono fattori determinanti ai fini della posologia. (Per i bambini le dosi consigliate devono essere in genere ridotte: la scelta della posologia deve essere tuttavia dettata più dalla gravità del caso che dall’età o dal peso corporeo).

La terapia ormonale è un complemento e non una sostituzione della terapia convenzionale che, quando indicata, deve essere istituita.

Quando il farmaco è stato somministrato per un periodo di tempo superiore a qualche giorno, la riduzione della posologia o la sospensione del trattamento devono essere attuate gradualmente.

Il costante controllo del paziente dopo la sospensione della terapia corticosteroidea è di essenziale importanza, poichè si può osservare l’improvvisa ricomparsa di gravi sintomi della malattia per la quale il paziente era stato trattato.

Nelle forme acute in cui sia necessario un effetto immediato, si possono somministrare dosi elevate, che per un breve periodo di tempo possono essere indispensabili.

Nelle forme croniche che richiedono una terapia a lunga scadenza, è opportuno impiegare la posologia minima sufficiente per determinare un sollievo adeguato ma non necessariamente completo. Qualora si ritenga essenziale somministrare il farmaco a una posologia elevata per periodi di tempo prolungati, i pazienti devono essere sottoposti a rigorosi controlli per poter rilevare ogni sintomo che possa rendere necessaria la riduzione della posologia o la sospensione del trattamento ormonale.

Le malattie croniche sono soggette a periodi di remissione spontanea. Durante tali periodi la somministrazione dei corticosteroidi dovrebbe essere sospesa gradualmente.

In corso di terapia prolungata è opportuno effettuare a regolari intervalli gli abituali esami di laboratorio quali analisi delle urine, la determinazione della glicemia due ore dopo un pasto, il controllo della pressione sanguigna e del peso corporeo e l’esame radiologico del torace.

Quando si impiegano posologie elevate è inoltre consigliabile controllare periodicamente i livelli di potassio serico. Esami radiologici dell’apparato gastrointestinale superiore dovrebbero essere praticati in corso di trattamenti prolungati nei pazienti con anamnesi di ulcera peptica o in presenza di disturbi gastrici.

Specialità medicinale Composizione Ricetta Classe SSN
CAPITAL*INIET 3F 4MG/1ML (Wellington Pharma) desametasone fosfato sodico RR A
DECADRON*10CPR 0,5MG (Caber Farmac.) desametasone RR C
DECADRON*10CPR 0,75MG (Caber Farmac.) desametasone RR A

 

FARMACI ANTIMICOTICI PER LA CURA DELL’ECZEMA FUNGINO:

CICLOPIROX: antimicotici.

Indicazioni terapeutiche

Ciclopirox è indicato per il trattamento della dermatite seborroica del cuoio capelluto.

Posologia

Per uso cutaneo. Per il trattamento iniziale dei sintomi della dermatite seborroica, ciclopirox 10 mg/g shampoo si applica al cuoio capelluto una o due volte alla settimana, a seconda della severità, per 4 settimane. Per la successiva profilassi dei sintomi, il trattamento può essere continuato per altre 12 settimane. Il contenuto di un tappo dosatore (circa 5 ml) di ciclopirox 10 mg/g shampoo va applicato sui capelli bagnati e sul cuoio capelluto frizionando sino alla formazione di schiuma. Quest’ultima va poi massaggiata a fondo sul cuoio capelluto. Se i capelli sono più lunghi delle spalle, vanno utilizzati sino a due tappi dosatori di shampoo (circa 10 ml). Ciclopirox 10 mg/g shampoo va lasciato agire per 3 minuti e poi risciacquato con acqua. Il prodotto non è stato studiato nei bambini. L’utilizzo di Batracomb 10 mg/g shampoo va limitato ad un massimo di 16 settimane di uso continuo.

Farmaci antivirali sistemici:

FAMCICLOVIR: Nucleosidi e nucleotidi,con l’esclusione degli inibitori della trascrittasi inversa.

Indicazioni terapeutiche

Infezioni da virus varicella-zoster (VZV) – herpes zoster

Famciclovir è indicato per:

il trattamento dell’herpes zoster e dello zoster oftalmico negli adulti immunocompetenti.Il trattamento dell’herpes zoster negli adulti immunocompromessi.

Infezioni da virus herpes simplex (HSV) – herpes genitale

Famciclovir è indicato per:

il trattamento del primo episodio e degli episodi ricorrenti di herpes genitale negli adulti immunocompetenti il trattamento degli episodi ricorrenti di herpes genitale negli adulti immunocompromessi la soppressione dell’herpes genitale ricorrente negli adulti immunocompetenti e immunocompromessi.Non sono stati condotti studi clinici in pazienti immunocompromessi affetti da HSV per cause differenti dalle infezioni da HIV.

Posologia

Herpes zoster in adulti immunocompetenti 500 mg tre volte al giorno per sette giorni.Il trattamento deve iniziare non appena possibile dopo la diagnosi di herpes zoster. Herpes zoster in adulti immunocompromessi 500 mg tre volte al giorno per dieci giorni. Il trattamento deve iniziare non appena possibile dopo la diagnosi di herpes zoster.

Herpes genitale in adulti immunocompetenti

Primo episodio di herpes genitale: 250 mg tre volte al giorno per cinque giorni. Si consiglia di iniziare il trattamento non appena possibile dopo la diagnosi di primo episodio di herpes genitale. Trattamento episodico di herpes genitale ricorrente: 125 mg due volte al giorno per cinque giorni. Si consiglia di iniziare il trattamento non appena possibile alla comparsa dei sintomi prodromici (es. formicolio, prurito, bruciore, dolore) o delle lesioni.

Herpes genitale ricorrente in adulti immunocompromessi

Trattamento episodico di herpes genitale ricorrente: 500 mg due volte al giorno per sette giorni. Si consiglia di iniziare il trattamento non appena possibile alla comparsa dei sintomi prodromici (es. formicolio, prurito, bruciore, dolore) o delle lesioni.

Soppressione dell’herpes genitale ricorrente in adulti immunocompetenti

250 mg due volte al giorno. La terapia soppressiva deve essere interrotta dopo un massimo di 12 mesidi trattamento antivirale continuativo, per rivalutare la frequenza e la gravità delle ricorrenze. Il periodo minimo di rivalutazione deve includere due ricorrenze. I pazienti che continuano ad avere unamalattia significativa possono iniziare nuovamente il trattamento soppressivo. Soppressione dell’herpes genitale ricorrente in adulti immunocompromessi 500 mg due volte al giorno.

Pazienti con compromissione della funzionalità renale

Poichè una ridotta clearance del penciclovir è correlata ad una ridotta funzionalità renale, misurata dalla clearance della creatinina, si deve prestare particolare attenzione al dosaggio nei pazienti con ridotta funzionalità renale.

Pazienti con compromissione della funzionalità epatica

Nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata non è richiesto alcun aggiustamento posologico. Non sono disponibili dati in pazienti con compromissione epatica grave.

Pazienti anziani (≥ 65 anni)

Non sono richieste modifiche del dosaggio, se non in caso di compromissione della funzionalità renale.

Bambini e adolescenti

L’uso di Famciclovir non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di famciclovir non sono state accertate nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Modo di somministrazione

Famciclovir può essere assunto indifferentemente durante o lontano dai pasti.

VALACICLOVIR: Nucleosidi e nucleotidi esclusi gli inibitori della transcrittasi inversa.Valaciclovir, un antivirale, è l’estere dell’aciclovir con la L-valina.

Indicazioni terapeutiche

Infezioni da virus Varicella zoster (VZV) – herpes zoster. Valaciclovir è indicato per il trattamento dell’herpes zoster e dello zoster oftalmico negli adulti immunocompetenti. Valaciclovir è indicato per il trattamento dell’herpes zoster nei pazienti adulti con immunosoppressione di entità lieve o moderata.

Infezioni da virus Herpes simplex (HSV). Valaciclovir è indicato per il trattamento e la soppressione delle infezioni da HSV della cute e delle mucose che includono trattamento del primo episodio di herpes genitale negli adulti e adolescenti immunocompetenti e negli adulti immoncompromessi trattamento delle infezioni ricorrenti di herpes genitale negli adulti e adolescenti immunocompetenti e negli adulti immunocompromessi soppressione dell’herpes genitale ricorrente negli adulti e adolescenti immunocompetenti e negli adulti immunocompromessi per il trattamento e la soppressione di infezioni oculari ricorrenti dell’HSV negli adulti e adolescenti immunocompetenti e negli adulti immunocompromessi. Non sono stati condotti studi clinici in pazienti con infezione da HSV immunocompromessi per altre cause diverse dall’infezione da HIV.

Infezioni da Cytomegalovirus (CMV). Valaciclovir è indicato per la profilassi dell’infezione e della malattia da CMV conseguente a trapianto d’organo solido negli adulti e negli adolescenti.

Posologia

Infezioni da virus Varicella zoster (VZV) – herpes zoster e zoster oftalmico

Si deve consigliare ai pazienti di iniziare il trattamento il più presto possibile dopo la diagnosi di herpes zoster. Non vi sono dati sul trattamento iniziato più di 72 ore dopo la comparsa dell’eruzione cutanea dello zoster.

Adulti immunocompetenti

La dose nei pazienti immunocompetenti è di 1000 mg tre volte al giorno per sette giorni (dose complessiva giornaliera 3000 mg). Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina.

Adulti immunocompromessi

La dose nei pazienti immunocompromessi è di 1000 mg tre volte al giorno per almeno sette giorni (dose complessiva giornaliera 3000 mg) e per 2 giorni dopo la formazione delle croste sulle lesioni. Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. Nei pazienti immunocompromessi il trattamento antivirale è consigliato per i pazienti che si presentano entro una settimana dalla formazione delle vescicole o in qualsiasi momento prima della formazione delle croste sulle lesioni. Trattamento delle infezioni da virus herpes simplex (HSV) negli adulti e adolescenti (≥12 anni)

Adulti e adolescenti (≥12 anni) immunocompetenti

La dose è di 500 mg di valaciclovir da assumere due volte al giorno (dose complessiva giornaliera 1000 mg). Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. Negli episodi ricorrenti il trattamento deve essere dai tre ai quattro giorni. Per gli episodi iniziali, che possono essere più gravi, il trattamento può dover essere esteso a dieci giorni. La terapia deve iniziare il più presto possibile. Negli episodi ricorrenti di herpes simplex il trattamento dovrebbe avvenire preferibilmente durante la fase prodromica o immediatamente all’apparire dei primi segni o sintomi. Valaciclovir può prevenire lo sviluppo delle lesioni se preso ai primi segni e sintomi di un’infezione ricorrente da HSV.

Herpes labiale

Per l’herpes labiale, valaciclovir 2000 mg due volte al giorno per un solo giorno è un trattamento efficace negli adulti e negli adolescenti. La seconda dose deve essere assunta circa 12 ore (non prima di 6 ore) dopo la prima dose. Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. Quando si usa tale regime posologico, il trattamento non deve essere superiore ad un giorno dal momento che ciò non ha mostrato di fornire un’ulteriore beneficio clinico. La terapia deve iniziare al primo sintomo di herpes labiale (ad esempio formicolio, prurito o bruciore).

Adulti immunocompromessi

Per il trattamento dell’HSV negli adulti immunocompromessi, il dosaggio è di 1000 mg due volte al giorno per almeno 5 giorni, a seguito della valutazione della gravità della condizione clinica e dello stato immunologico del paziente. Per gli episodi iniziali, che possono essere più gravi, il trattamento può dover essere esteso a dieci giorni. La somministrazione della dose deve iniziare il più presto possibile. Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. Per un massimo beneficio clinico il trattamento deve essere iniziato entro 48 ore. Si raccomanda uno stretto controllo dell’evoluzione delle lesioni. Soppressione delle infezioni ricorrenti da virus herpes simplex negli adulti e adolescenti (≥ 12 anni)

Adulti e adolescenti (≥12 anni) immunocompetenti

La dose è di 500 mg di valaciclovir da assumere una volta al giorno. Alcuni pazienti con episodi di recidive molto frequenti (≥10/anno in assenza di terapia) possono trarre maggiore beneficio dall’assunzione di una dose giornaliera di 500 mg suddivisa in due somministrazioni (250 mg due volte al giorno). Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. Il trattamento deve essere rivalutato dopo 6-12 mesi di terapia.

Adulti immunocompromessi

La dose è di 500 mg di valaciclovir due volte al giorno. Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinin. Il trattamento deve essere rivalutato dopo 6-12 mesi di terapia. Profilassi dell’infezione e della malattia da cytomegalovirus (CMV) negli adulti e adolescenti (≥ 12 anni) Il dosaggio di valaciclovir è di 2000 mg quattro volte al giorno, da iniziare il prima possibile dopo il trapianto. Tale dose deve essere ridotta in base alla clearance della creatinina. La durata del trattamento è in genere di 90 giorni, ma può essere necessario che sia prolungato nei pazienti ad alto rischio.

Bambini

L’efficacia di valaciclovir nei bambini al di sotto dei 12 anni di età non è stata valutata.

Anziani

Nell’anziano si deve tener conto della possibilità d’insufficienza renale e la dose deve essere modificata di conseguenza (vedere Insuffìcìenza renale dì seguìto). Deve essere mantenuta un’adeguata idratazione.

Insufficienza renale

Si consiglia cautela nel somministrare valaciclovir nei pazienti con funzionalità renale compromessa. Deve essere mantenuta un’adeguata idratazione. La dose di valaciclovir deve essere ridotta nei pazienti con funzionalità renale compromessa. Nei pazienti in emodialisi intermittente, la dose di valaciclovir deve essere somministrata dopo aver effettuato l’emodialisi stessa. La clearance della creatinina deve essere monitorata frequentemente, soprattutto nei periodi in cui la funzionalità renale cambia rapidamente, ad esempio immediatamente dopo il trapianto di rene o il suo attecchimento. Il dosaggio di valaciclovir deve essere modificato di conseguenza.

Insufficienza epatica

Studi eseguiti con una dose di 1000 mg di valaciclovir nei pazienti adulti mostrano che non è richiesta una modifica della dose nei pazienti con cirrosi lieve o moderata (funzione di sintesi epatica mantenuta). Dati di farmacocinetica nei pazienti adulti con cirrosi avanzata (funzione di sintesi epatica compromessa ed evidenza di shunt porto-sistemico) non indicano la necessità di una modifica della dose; tuttavia l’esperienza clinica è limitata.

IMMUNOSOPPRESSORI PER LA CURA DELL’ECZEMA:

PIMECROLIMUS:

Altre preparazioni dermatologiche. Agenti per dermatiti, esclusi i corticosteroidi.Il pimecrolimus è un derivato macrolattamico lipofilico dall’ascomicina ad azione antinfiammatoria ed è un inibitore selettivo cellulare della produzione e del rilascio di citochine proinfiammatorie.

Posologia

Il trattamento con pimecrolimus deve essere iniziato da medici con esperienza nella diagnosi e nel trattamento della dermatite atopica. Pimecrolimus può essere utilizzato per il trattamento a breve termine dei segni e dei sintomi dell’eczema atopico e ad intermittenza per la prevenzione a lungo termine dell’insorgenza di riacutizzazioni. Il trattamento con pimecrolimus deve iniziare all’insorgenza dei primi segni e sintomi della dermatite atopica. pimecrolimus deve essere applicato solamente su aree cutanee affette da dermatite atopica. Nel corso di riacutizzazioni, pimecrolimus deve essere utilizzato per il più breve tempo possibile. Non appena i segni ed i sintomi si risolvono il paziente o il personale sanitario deve interrompere il trattamento. Il trattamento deve essere intermittente, a breve termine e non continuativo. Pimecrolimus deve essere applicato in strato sottile sulla parte di cute affetta due volte al giorno. Dati derivanti da studi clinici supportano il trattamento a intermittenza con pimecrolimus fino a 12 mesi.Se non si verificano miglioramenti dopo 6 settimane, o in caso di esacerbazione della malattia, il trattamento con pimecrolimus deve essere interrotto. La diagnosi di dermatite atopica deve essere rivalutata e vanno considerate ulteriori alternative terapeutiche.
Adulti
Applicare uno strato sottile di pimecrolimus sulla parte di cute affetta due volte al giorno e massaggiare delicatamente e completamente. Trattare con pimecrolimus ogni area della cute affetta fino a completa scomparsa della lesione e poi interrompere il trattamento. Pimecrolimus può essere applicato su qualunque area cutanea, compresi viso, collo e zone intertriginose, ad eccezione delle membrane mucose. Pimecrolimus non deve essere applicato in situazioni di bendaggi occlusivi. Nel trattamento a lungo termine della dermatite atopica (eczema), pimecrolimus deve essere applicato all’insorgenza dei primi segni e sintomi di dermatite atopica per prevenire l’insorgenza di riacutizzazioni. Pimecrolimus deve essere applicato due volte al giorno. Subito dopo l’applicazione di pimecrolimus è possibile utilizzare creme emollienti.
Pazienti pediatrici

L’uso di pimecrolimus non è raccomandato nei pazienti al di sotto di 2 anni di età finché ulteriori dati non siano resi disponibili. Per i bambini (2-11 anni) e gli adolescenti (12-17 anni) la posologia e la modalità di somministrazione sono le medesime dei soggetti adulti.

Pazienti anziani

La dermatite atopica (eczema) si riscontra raramente in pazienti di età superiore ai 65 anni. Gli studi clinici condotti con pimecrolimus non includevano un numero di pazienti sufficienti di questa fascia di età per poter determinare se la loro risposta sarebbe stata diversa rispetto a quella dei pazienti più giovani.

TACROLIMUS:

inibitori della calcineurina. A livello molecolare gli effetti del tacrolimus sembrano essere mediati dal legame a una proteina citosolica (FKBP12), che è responsabile dell’accumulo intracellulare del composto.

Indicazioni terapeutiche

Profilassi del rigetto da trapianto nei pazienti che ricevono allotrapianto di fegato, rene o cuore. Trattamento del rigetto allogenico resistente al trattamento con altri medicinali immunosoppressori.

Posologia

La terapia con il tacrolimus richiede un attento monitoraggio da parte di personale adeguatamente qualificato ed equipaggiato. La prescrizione del medicinale e le modifiche della terapia immunosoppressiva devono essere effettuate soltanto da medici esperti nella terapia immunosoppressiva e nella gestione dei pazienti sottoposti a trapianto. Il passaggio accidentale, involontario o effettuato senza supervisione delle formulazioni a rilascio immediato o prolungato del tacrolimus non è sicuro e può provocare un rigetto del trapianto o un aumento dell’incidenza di effetti indesiderati, ivi inclusa la sotto- o sovra- immunosoppressione, a causa delle differenze clinicamente rilevanti nell’esposizione sistemica al tacrolimus. I pazienti devono essere mantenuti su una singola formulazione del tacrolimus con il corrispondente regime posologico quotidiano; eventuali alterazioni della formulazione o della posologia devono essere effettuate solo sotto l’attenta supervisione di uno specialista in trapianti. In seguito alla conversione verso una qualsiasi formulazione alternativa, deve essere eseguito il monitoraggio terapeutico del farmaco e devono essere effettuati opportuni aggiustamenti della dose, al fine di garantire il mantenimento dell’esposizione sistemica al tacrolimus.

Considerazioni generali

I dosaggi iniziali raccomandati descritti di seguito sono da intendersi solo come linee guida generali. Il dosaggio di tacrolimus deve essere basato principalmente sulle valutazioni cliniche del rigetto e della tollerabilità di ogni singolo paziente, con l’ausilio del monitoraggio del livello ematico (per le concentrazioni ematiche di valle raccomandate come target, vedere oltre). Se sono evidenti segni clinici di rigetto, deve essere presa in considerazione una variazione del regime di immunosoppressione. Il tacrolimus può essere somministrato per via endovenosa o per via orale. In genere la somministrazione può iniziare per via orale, se necessario mediante la sospensione in acqua del contenuto delle capsule, per mezzo di intubazione nasogastrica. Nella fase iniziale del periodo post-operatorio tacrolimus viene normalmente somministrato in associazione con altri farmaci immunosoppressivi. La dose del tacrolimus può variare a seconda del regime immunosoppressivo prescelto.

Modo di somministrazione

Si raccomanda di somministrare la dose orale quotidiana in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Le capsule devono essere assunte subito dopo la rimozione dal blister. I pazienti devono essere avvertiti di non ingerire l’essiccante. Le capsule devono essere deglutite con del liquido (preferibilmente acqua).Per ottenere l’assorbimento massimo, in genere le capsule devono essere assunte a stomaco vuoto, o almeno un’ora prima oppure 2-3 ore dopo un pasto.

Durata della terapia

Per impedire il rigetto dell’organo trapiantato si deve mantenere lo stato di immunosoppressione; pertanto non è possibile stabilire un limite per la durata della terapia orale.

Dosaggi raccomandati – Trapianto di fegato

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

La terapia orale con il tacrolimus deve essere iniziata con un dosaggio pari a 0,10-0,20 mg/kg/die, somministrato in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare circa 12 ore dopo il termine dell’intervento chirurgico. Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,01-0,05 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Deve essere somministrata una dose orale iniziale di 0,30 mg/kg/die, suddivisa in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Se le condizioni cliniche del paziente impediscono la somministrazione per via orale, deve essere somministrata una dose iniziale di 0,05 mg/kg/die per via endovenosa, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. In alcuni casi è possibile sospendere le terapie immunosoppressive concomitanti, adottando quindi il tacrolimus in monoterapia. I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto – adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi mono-/policlonali. Se insorgono segni di tossicità, può essere necessario ridurre la dose del tacrolimus. Per la conversione a tacrolimus il trattamento deve essere cominciato con la dose iniziale raccomandata per l’immunosoppressione primaria.

Dosaggi raccomandati – Trapianto di rene

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

La terapia orale con il tacrolimus deve iniziare con un dosaggio pari a 0,20-0,30 mg/kg/die, somministrato in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare entro 24 ore dal termine dell’intervento chirurgico. Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,05-0,10 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Deve essere somministrata una dose orale iniziale di 0,30 mg/kg/die suddivisa in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Se le condizioni cliniche del paziente impediscono la somministrazione per via orale, deve essere somministrata una dose iniziale di 0,075-0,100 mg/kg/die per via endovenosa, sotto forma di infusione continua per 24 ore.

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. In alcuni casi è possibile sospendere le terapie immunosoppressive concomitanti, adottando quindi una terapia doppia basata sul tacrolimus. I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto – adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi mono-/policlonali. Se si notano segni di tossicità, può essere necessario ridurre la dose di tacrolimus. Per la conversione a tacrolimus il trattamento deve essere cominciato con la dose iniziale raccomandata per l’immunosoppressione primaria. Per informazioni sulla conversione da ciclosporina a tacrolimus, vedere il paragrafo “Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti”, sotto.

Dosaggi raccomandati – Trapianto di cuore

Profilassi del rigetto del trapianto – adulti

Tacrolimus può essere usato con induzione di anticorpi (che consente l’inizio ritardato della terapia con tacrolimus) o in alternativa, nei pazienti clinicamente stabili, senza induzione di anticorpi.In seguito all’induzione di anticorpi la terapia orale con tacrolimus deve iniziare con una dose pari a 0,075 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). La somministrazione deve iniziare entro 5 giorni dal termine dell’intervento chirurgico, non appena le condizioni cliniche del paziente si sono stabilizzate. Se a causa delle condizioni cliniche del paziente la dose non può essere somministrata per via orale, deve essere istituita una terapia endovenosa con 0,01-0,02 mg/kg/die sotto forma di infusione continua per 24 ore. È stata pubblicata una strategia alternativa, secondo la quale il tacrolimus è stato somministrato per via orale entro 12 ore dall’intervento chirurgico. Questo approccio è stato limitato ai pazienti senza disfunzioni organiche (per esempio disfunzione renale). In quel caso è stata somministrata una dose orale iniziale di tacrolimus di 2-4 mg al giorno in combinazione con mofetil micofenolato e corticosteroidi o in combinazione con sirolimus e corticosteroidi.

Profilassi del rigetto del trapianto – bambini

Nei pazienti pediatrici sottoposti a trapianto di cuore il tacrolimus è stato usato con o senza induzione di anticorpi. Nei pazienti senza induzione di anticorpi, se la terapia con il tacrolimus viene cominciata per via endovenosa la dose iniziale raccomandata è di 0,03-0,05 mg/kg/die, sotto forma di infusione continua per 24 ore, il cui obiettivo è quello di raggiungere concentrazioni plasmatiche totali del tacrolimus pari a 15-25 ng/ml. I pazienti devono essere trasferiti alla terapia orale non appena clinicamente fattibile. La prima dose della terapia orale deve essere di 0,30 mg/kg/die e la terapia orale deve iniziare 8-12 ore dopo la sospensione di quella endovenosa. In seguito all’induzione di anticorpi, se la terapia con il tacrolimus viene iniziata per via orale la dose iniziale raccomandata è di 0,10-0,30 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera).

Aggiustamenti posologici durante il periodo post-trapianto negli adulti e nei bambini

Nel periodo post-trapianto le dosi del tacrolimus vengono generalmente ridotte. I miglioramenti clinici del paziente nel periodo post-trapianto possono modificare la farmacocinetica del tacrolimus e determinare in tal modo la necessità di ulteriori aggiustamenti posologici.

Terapia antirigetto – adulti e bambini

Per controllare gli episodi di rigetto sono stati utilizzati l’aumento delle dosi del tacrolimus, una terapia supplementare a base di corticosteroidi e l’introduzione di brevi cicli di trattamento con anticorpi mono-/policlonali. Nei pazienti adulti trasferiti al tacrolimus la terapia deve iniziare con una dose orale di 0,15 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Nei pazienti pediatrici trasferiti al tacrolimus la terapia deve iniziare con una dose orale di 0,20-0,30 mg/kg/die, somministrata in due dosi separate (per esempio al mattino e alla sera). Per informazioni sulla conversione da ciclosporina a tacrolimus, vedere il paragrafo “Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti”, sotto.

Raccomandazioni di dosaggio – Terapia antirigetto, altri allotrapianti

Le raccomandazioni di dosi per i trapianti di polmone, pancreas e intestino si basano sui dati limitati provenienti da studi clinici prospettici. I pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di polmone hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,10- 0,15 mg/kg/die, i pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di pancreas hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,2 mg/kg/die e i pazienti che erano stati sottoposti a un trapianto di intestino hanno ricevuto il tacrolimus a una dose orale iniziale di 0,3 mg/kg/die.

Aggiustamenti posologici in specifiche popolazioni di pazienti

Pazienti con compromissione della funzione epatica

Allo scopo di mantenere i livelli ematici di valle entro l’intervallo target raccomandato, nei pazienti con grave compromissione della funzione epatica può rendersi necessaria una riduzione della dose.

Pazienti con compromissione della funzione renale

Poiché la farmacocinetica del tacrolimus non viene influenzata dalla funzione renale, non dovrebbe essere necessario alcun aggiustamento posologico. Tuttavia, a causa del potenziale nefrotossico del tacrolimus, si raccomanda un attento monitoraggio della funzione renale (che comprenda valutazioni periodiche delle concentrazioni di creatinina sierica, il calcolo della clearance della creatinina e il monitoraggio della diuresi).

Pazienti pediatrici

In genere, per ottenere i medesimi livelli plasmatici, i pazienti pediatrici richiedono dosi da 1,5 a 2 volte superiori a quelle degli adulti.

Pazienti anziani

I dati attualmente disponibili non suggeriscono la necessità di aggiustamenti posologici nei pazienti anziani.

Conversione da ciclosporina

Si deve prestare particolare attenzione prima di trasferire i pazienti in terapia con ciclosporina alla terapia con il tacrolimus. La terapia a base di tacrolimus deve essere iniziata soltanto dopo aver valutato le concentrazioni ematiche di ciclosporina e le condizioni cliniche del paziente. In presenza di elevati livelli ematici di ciclosporina, la somministrazione deve essere ritardata. Nella pratica la terapia a base di tacrolimus è stata iniziata 12-24 ore dopo l’interruzione di ciclosporina. Il controllo dei livelli ematici di ciclosporina deve proseguire anche dopo il passaggio alla nuova terapia, poiché la clearance della ciclosporina può essere compromessa.

Concentrazioni ematiche di valle raccomandate

Il dosaggio deve essere principalmente basato sulla valutazione clinica del rigetto e della tollerabilità di ogni singolo paziente. Come ausili per ottimizzare il dosaggio sono disponibili vari test immunologici, atti a determinare i livelli del tacrolimus nel sangue intero, compresa una determinazione immunoenzimatica semiautomatica a cattura di microparticelle (MEIA). Il confronto delle concentrazioni pubblicate in letteratura con quelle individuali, ottenute nella pratica clinica, deve essere valutato con attenzione e con la conoscenza dei metodi di analisi impiegati. Nella pratica clinica attuale i livelli ematici interi del tacrolimus vengono monitorati con metodi di immunodosaggio.Durante il periodo post-trapianto i livelli ematici di valle del tacrolimus devono essere monitorati. Quando il tacrolimus viene somministrato per via orale, i livelli ematici di valle devono essere rilevati 12 ore circa dopo l’ultima somministrazione, appena prima della somministrazione successiva. La frequenza del monitoraggio deve essere basata sulle esigenze cliniche. Poiché il tacrolimus è un medicinale con una scarsa clearance, dopo eventuali aggiustamenti potrebbero essere necessari alcuni giorni prima che siano evidenti alterazioni a livello ematico. I livelli ematici di valle devono essere monitorati circa due volte alla settimana nel corso del primo periodo post-trapianto e in seguito, durante la terapia di mantenimento, a intervalli regolari. I livelli ematici di valle del tacrolimus devono essere monitorati anche in seguito ad aggiustamenti della dose, a modifiche del regime immunosoppressivo o alla co-somministrazione di sostanze che possono alterare le concentrazioni del tacrolimus nel sangue intero.L’analisi degli studi clinici suggerisce che la maggior parte dei pazienti può essere trattata con successo quando le concentrazioni ematiche di valle del tacrolimus vengono mantenute sotto i 20 ng/ml. Quando si interpretano le concentrazioni ematiche intere è necessario prendere in considerazione le condizioni cliniche del paziente. Nella pratica clinica nell’immediato periodo post trapianto i livelli ematici di valle sono stati generalmente compresi nell’intervallo 5-20 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato e nell’intervallo 10-20 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di rene e di cuore. Successivamente, durante la terapia di mantenimento, le concentrazioni ematiche sono state generalmente comprese nell’intervallo 5-15 ng/ml nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato, rene e cuore.

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