TERAPIA

Nel curare il reflusso gastroesofageo, l’alimentazione gioca un ruolo importante. Il trattamento prevede la correzione di alcune abitudini a tavola e dello stile di vita,con l’adozione di una dieta leggera, caratterizzata da quattro o cinque piccoli pasti quotidiani e una riduzione dello stress. È dimostrato che alcuni cibi e determinati comportamenti possono favorire gli episodi di reflusso perché allungano i tempi di svuotamento dello stomaco o sono irritanti. Ecco alcuni consigli e rimedi.

  • Mangiare lentamente,triturando bene il cibo per disincentivare il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago.
  • Evitare cibi grassi, insaccati,soffritti, vino bianco,superalcolici,formaggi stagionati,cacao,tè,caffè,agrumi,bibite gassate, pomodoro,menta e il fumo di sigaretta.
  • Il latte tampona l’acidità dello stomaco,ma essendo ricco in grassi può rallentare la digestione e,alla lunga,favorire il disturbo.
  • Non indossare indumenti troppo stretti ed è meglio evitare di coricarsi subito dopo avere mangiato cercando,se possibile, di tenere un po’ sollevato il capo durante il riposo notturno.
  • Evitare anche i farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica,come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici.

I farmaci impiegati per la terapia appartengono a classi diverse in base al loro meccanismo d’azione e al regime di dispensazione.

Gli antiacidi, per esempio, servono per tamponare il contenuto dei succhi gastrici e si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica. Anche i procinetici, usati per accelerare lo svuotamento dello stomaco, sono farmaci di automedicazione. I principi attivi che invece riducono la secrezione acida (anti-H2, inibitori di pompa protonica) richiedono la prescrizione medica.

TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

 

Farmaci

In caso di malattie da reflusso gastroesofageo, i farmaci sono indispensabili per la guarigione completa dalla patologia e per limitare il danno dovuto al contatto del contenuto gastrico con l’esofago:

 

Inibitori della pompa protonica (antisecretivi)

  • Lansoprazolo (es. Pergastid, Lomevel, Lansox): si raccomanda di assumere una compressa da 15 mg una volta al dì prima del pasto principale, e di continuare la terapia per almeno 4 settimane.
  • Omeprazolo (es. Antra, Nansen) iniziare la terapia assumendo una compressa da 20 mg al dì (prima del pasto principale, per 4-8 settimane). Quando necessario, è possibile incrementare la posologia a 40 mg/die, secondo quando descritto dal medico. In alcuni casi, è richiesta una terapia di mantenimento (10-20 mg/die) per un periodo più lungo.
  • Rabeprazolo (es. Pariet): in caso di malattia da reflusso gastroesofageo, assumere 20 mg di farmaco per os (dose consigliata per adulti e bambini sopra i 12 anni), una volta al dì dopo la colazione. Si raccomanda di continuare la terapia per 4-8 settimane, in base a quanto prescritto dal medico.

Antagonisti dei recettori H2 dell’istamina (antisecretivi)

  • Nizatidina (es. Nizax, Cronizat, Zanizal) si raccomanda la dose di 150 mg di principio attivo due volte al giorno. Per i bambini che hanno già compiuto un anno e che soffrono di malattie da reflusso gastroesofageo, è consigliata la somministrazione di 10 mg/kg al dì suddivisa in due dosi, per 8 settimane. Se il bambino ha un’età compresa tra i 4 e gli 11 anni, la dose raccomandata è di 6 mg/kg al dì, suddivisa in due dosi.
  • Ranitidina (es. Zantac, Ranibloc): somministrare una compressa da 150 mg (per os) due volte al dì, oppure 50 mg di principio attivo per via endovenosa o intramuscolare ogni 6-8 ore (dose per adulti).

ALGINATI (es. Gaviscon advance): gli antiacidi contenenti alginati sono in grado di ridurre il reflusso proteggendo nel contempo la mucosa esofagea; inoltre, l’associazione antiacidi-alginati aumenta la viscosità del contenuto gastrico proteggendo la mucosa dell’esofago dal reflusso gastrico. Il farmaco in esame è una sospensione orale da 100 mg di sodio alginato associato a 20 mg di potassio bicarbonato (per millilitro di prodotto); assumere 5-10 ml di sospensione orale dopo i pasti e prima di coricarsi.

STIMOLANTI LA MOTILITÀ (procinetici)

La somministrazione di farmaci in grado di stimolare la motilità è consigliata in caso di malattie da reflusso gastroesofageo perché migliora la funzionalità del cardias ed accelera lo svuotamento gastrico.

  • metoclopramide (es. Plasil, Isaprandil): assumere per os 10-15 mg di farmaco fino a 4 volte al dì, almeno 30 minuti prima dei pasti e di coricarsi. Non protrarre la terapia oltre le 12 settimane. Nei bambini, somministrare per os, endovena o intramuscolo 0,8 mg/kg al dì suddivisi in 4 dosi.
  • domperidone (es. Motilium, Peridon): assumere una compressa (10 mg) 3-4 volte al dì prima dei pasti, per non più di 4 settimane.

ANTIACIDI DA BANCO

Gli antiacidi da banco non sono i farmaci di prima scelta per la cura delle malattie da reflusso gastroesofageo; ad ogni modo, la loro assunzione può, talvolta, alleggerire la sintomatologia da reflusso, diminuendo l’acidità gastrica. Si ricordano, ad esempio:

  • bicarbonato di sodio (NaHCO3): questa sostanza agisce rapidamente neutralizzando gli acidi, ma comporta effetti collaterali spiacevoli (alcalinizzazione delle urine, gonfiore, ipersodemia). L’utilizzo del bicarbonato di sodio non dev’essere una prassi comune, piuttosto può essere utilizzato per ridurre temporaneamente i sintomi legati alla malattia da reflusso gastroesofageo, previo consulto medico.
  • Carbonato di calcio (CaCO3): rispetto al precedente, il farmaco presenta una durata d’azione più lunga. Quando il carbonato di calcio viene assunto per lunghi periodi, oltre ad originare gonfiore, può comportare stipsi.

TERAPIA CHIRURGICA TRADIZIONALE O PER VIA LAPAROSCOPICA: utile in caso di coesistenza di ernia iatale o quando la terapia farmacologica non è in grado di controllare le complicanze derivate dalle malattie da reflusso gastroesofageo.

Di seguito sono riportate alcune semplici regole di profilassi delle malattie da reflusso gastroesofageo:

  • Astensione dal fumo
  • Aumentare l’attività fisica
  • Evitare bevande alcoliche e gassate
  • Evitare cioccolato, caffè e alimenti iperlipidici
  • Evitare di coricarsi dopo il pasto
  • Seguire le regole dettate dall’educazione alimentare
  • Ridurre il peso (quando
  • necessario)

Il cambiamento dello stile di vita del paziente affetto da reflusso gastroesofageo, insieme all’uso di farmaci, è indispensabile per diminuire la gravità dei sintomi e per guarire completamente dalla malattia.

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