TRATTAMENTO
La scelta del trattamento più adeguato per risolvere il problema delle emorroidi è strettamente legata allo stadio della malattia. Nelle forme iniziali, o comunque a scopo preventivo, si possono ottenere risultati soddisfacenti apportando semplice modifiche alla abitudini alimentari ed igieniche ed allo stile di vita in generale. Scegliere un tipo di alimentazione più sana e ricche di fibre, praticare dell’attività fisica ed evitare uno stile di vita eccessivamente sedentario può aiutare a prevenire la stitichezza, che è alla base della formazione delle emorroidi. Una corretta igiene intima, ripetuta dopo ogni evacuazione, associata a bagni freddi ed all’applicazione di unguenti e pomate ad uso locale, può essere estremamente utile nelle fasi iniziali della malattia. Se invece lo stadio è più avanzato, come nel caso delle emorroidi di secondo e terzo grado, l’utilizzo di medicamenti topici potrebbe non essere sufficiente ad ottenere una significativa riduzione di volume dei cuscinetti emorroidali. In questi casi sarà necessario ricorrere a trattamenti più mirati come la legatura elastica, un procedimento semplice che può essere effettuato ambulatorialmente, o la cauterizzazione, ottenuta per mezzo della cura con il freddo (crioterapia) o tramite fasci di luce (laserterapia). Il risultato che si ottiene mediante questi trattamenti, nessuno dei quali richiede l’ospedalizzazione del paziente, è dato dal riassorbimento delle emorroidi. Diverso è il caso delle emorroidi di terzo e quarto grado, che possono essere considerate come delle forme croniche, da trattare mediante un vero e proprio intervento chirurgico, se si vuole risolvere il problema in maniera definitiva, evitando al tempo stesso fastidiose ricadute.

L’INTERVENTO CHIRURGICO
Ancora oggi molti pazienti hanno il terrore di accostarsi all’intervento chirurgico per il trattamento risolutivo delle emorroidi. Ciò è dovuto in parte al punto del corpo interessato, particolarmente intimo e delicato, ed in parte ad un retaggio del passato. Un tempo, infatti, le operazioni erano lunghe e dolorose ma al momento, grazie ai passi da gigante compiuti dalla chirurgia e dalla medicina in generale, l’intervento può dirsi estremamente più semplice, veloce ed indolore. Innanzi tutto si tratta di un intervento realizzabile in day hospital e con anestesia locale. La durata dell’intera procedura è pari a pochi minuti ed al termine della giornata di degenza in ospedale si è liberi di tornare tranquillamente a casa, avendo cura di mantenere asettica la zona che ha subito l’intervento. Il vecchio tampone che veniva utilizzato in passato per la medicazione, e che poteva comportare qualche fastidio, attualmente viene sostituito con una semplice garza e con microtamponi che proteggono la ferita e si dissolvono progressivamente da soli. Una volta tornati a casa dall’intervento, è sempre opportuno seguire alcune misure assistenziali per prevenire infezioni e complicanze, come l’uso di blandi lassativi, una corretta igiene anale ed un periodo di degenza a letto con le gambe in posizione sopraelevata rispetto al resto del corpo, in modo da favorire il ritorno venoso ed aiutare la risoluzione della trombosi. Per eliminare il dolore postoperatorio si può ricorrere invece ad analgesici e sedativi. Le diete povere di scorie ed i semicupi sono procedure che è possibile prendere in considerazione in seguito ad un episodio acuto di emorroidi.

 

FARMACI

La scelta di un trattamento piuttosto che un altro varia in relazione alla gravità delle emorroidi; tanto per fare un esempio, in caso di gravità, l’unica opzione terapeutica ipotizzabile è la chirurgia (es. emorridectomia), mentre in altri casi è sufficiente la correzione delle abitudini alimentari.
Chiaramente, abbiamo appena riportato i due casi limite, ma non dobbiamo dimenticare che le emorroidi possono essere curate anche con altri metodi:

  • somministrazione locale di farmaci ad azione terapica sfiammante
  • assunzione di farmaci per via orale
  • interventi ambulatoriali (legatura elastica, fotocoagulazione…)

In caso di cura farmacologica, si raccomanda comunque di evitare cibi speziati, piccanti, alcolici, e di seguire le regole generali dell’igiene personale (detergere la zona interessata dalle emorroidi con acqua tiepida e sapone a pH acido) per far sì che la condizione patologica regredisca più velocemente.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro le emorroidi, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Anestetici Topici: utili per mascherare il dolore determinato da emorroidi, spesso sanguinolente, velocizzando la guarigione. Questi farmaci devono essere applicati direttamente nella zona interessata.

 

SIA GLI ANESTETICI LOCALI CHE GLI STEROIDI UTILIZZATELI PER BREVI PERIODI E SOLO IN CASI RARI E GRAVI PERCHE TALI FARMACI ADDORMENTANDO LA ZONA INTERESSATA NON FA AVVERTIRE IL DOLORE FACENDO CREDERE AL NOSTRO CORPO CHE SIA PASSATA LA PATOLOGIA NON VENGONO PRODOTTE DA NOI STESSE TUTTI I FATTORI ANTINFIAMMATORI E NEL MENTRE PURE SE NON SI AVVERTE NULLA LA PATOLOGIA E’ LI E PEGGIORA

  • Benzocaina (es. Foille): il farmaco è reperibile come crema ad applicazione topica (20%); dopo la pulizia della zona anale, si raccomanda di applicare la crema esternamente, al bisogno, non più di 6 volte al giorno.
  • Lidocaina (es. Xylocaina, Lidofast, Luan CHIR): reperibile come lozione o crema al 3%-4%-5%; si consiglia di applicare un sottile strato di crema nella regione perianale dopo la detersione accurata della zona, due o tre volte al giorno.
    Dibucaina (es. Nupercainal): farmaco di seconda scelta per il trattamento delle emorroidi. Il farmaco viene utilizzato anche per il trattamento del prurito anale in generale e per le emorroidi in particolare: si tratta di un principio attivo ad azione analgesica e disinfettante. Si raccomanda di instillare il farmaco per via rettale (tramite
           applicatore apposito) due volte al giorno, preferibilmente alla mattina e alla sera dopo l’evacuazione. Non utilizzare più di 30 grammi in 24 ore.
  • Pramoxina cloridrato (es. Tronotene):
    reperibile sottoforma di crema o unguento anale, si raccomanda di applicare il prodotto dopo la detersione accurata della zona lesa, a seguito di ogni evacuazione.  Il principio attivo è reperibile anche in associazione a idrocortisone acetato (es. Proctofoam HC).

Steroidi: ad azione antinfiammatoria, indicati per velocizzare la guarigione dalle emorroidi. Questi farmaci, inoltre, danno sollievo al paziente, dato che diminuiscono dolore e prurito anale

  • Idrocortisone (es. Proctosedyl): rappresenta il farmaco corticosteroide più utilizzato in assoluto per la cura delle emorroidi. In genere, si raccomanda di inserire una supposta di idrocortisone per via rettale (25 mg di farmaco), una o due volte al dì, dopo l’evacuazione e la pulizia della zona. Non superare i 75-100 mg al dì. Il farmaco è disponibile anche sottoforma di crema o lozione rettale: in tal caso, si raccomanda di applicare il prodotto 1-2 volte al giorno, al bisogno. Approssimativamente, proseguire la terapia per 3-4 settimane, in base alla natura della patologia emorroidaria e alla severità della condizione.
  • Fluocinolone (es. Proctolyn): disponibile sottoforma di crema rettale e di supposte. Si raccomanda di applicare il prodotto 1-2 volte al giorno, per circa un mese. Consultare il medico.
  • Fluocortolone (es. Ultraproct): reperibile come supposta o unguento rettale. In caso di emorroidi, si raccomanda di assumere una supposta al giorno, dopo la defecazione; la terapia va protratta fino a 7 giorni dopo la remissione dei sintomi. L’unguento rettale va invece applicato due volte al giorno; nei primi 2-3 gg di terapia, è possibile anche ripetere l’applicazione dell’unguento 3-4 volte al giorno.

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