TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

Farmaci

Più che di farmaci, il meteorismo va curato semplicemente attraverso la messa in pratica di semplici accorgimenti alimentari: è noto a tutti, oramai, che l’abuso di bibite gassate e zuccherate, così come il consumo (eccessivo) di fagioli, lenticchie, ceci, piselli e legumi in genee, favoriscono la formazione di aria nel tratto gastrointestinale, perciò è consigliato ridurre la quantità di alimenti simili, proprio per prevenire la formazione di gonfiore addominale, caratteristico del meteorismo. Anche la frutta zuccherina dovrebbe essere consumata lontano dai pasti, dal momento che favorisce la fermentazione; i grassi, i fritti, i formaggi fermentati e piccanti, le cipolle e le melanzane dovrebbero essere evitati in caso di meteorismo, così come tutti quegli alimenti complessi che rallentano la digestione, costringendo l’apparato gastrointestinale ad un super lavoro digestivo. La tipica percezione di pancia gonfia associata al meteorismo è strettamente correlata alla stipsi: come sappiamo, l’intestino mobilita i gas prodotti in modo da favorire l’evacuazione del materiale non assorbito dall’intestino. Qualora si verifichi un rallentamento di quello che dovrebbe essere un fisiologico movimento del gas, viene favorita la formazione di sacche gassose, responsabili del gonfiore.

 

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il meteorismo, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

 

Farmaci parasimpatico-mimetici (agonisti muscarinici): i farmaci appartenenti a tale classe portano questo nome perché aumentano l’attività del sistema parasimpatico nel tratto gastro-intestinale, favorendo la peristalsi, quindi velocizzando i tempi di allontanamento del meteorismo. Questi farmaci, tuttavia, comportano vari disturbi a livello del digerente, perciò non sono sempre indicati per la cura del meteorismo.

  • Betanecolo (es. Myocholine): per l’adulto, la dose suggerita è variabile da 10 a 50 mg, da somministrare per os, 3-4 volte al giorno. In alcuni casi, è possibile assumere il farmaco anche per via sottocutanea, alla dose di 2,5-5 mg, 3-4 volte al giorno; la posologia può eventualmente essere aumentata fino a 10 mg, 4 volte al giorno, in base alla gravità del disturbo e dei problemi secondari (es. ritenzione urinaria). Nei casi particolari, il farmaco può essere indicato anche per i bambini (dai 12 mesi di vita in poi) che lamentano distensione addominale nel contesto del meteorismo: 0,1-0,2 mg/kg per dose, 30-60 minuti prima del pasto e al mattino, fino ad un massimo di 4 volte al giorno. Consultare il medico per ulteriori informazioni.
  • Antischiuma: il dimeticone (es. Simecrin, Meteosim) è un farmaco indicato anche per trattare i sintomi del meteorismo, specie se associato ad antiacidi. Il dimeticone è utilizzato sia per la cura del meteorismo gastroenterico, che per l’aerofagia. Assumere indicativamente 4 compresse da 40 mg al giorno (equamente distribuite in due dosi, da assumere dopo i due pasti principali).
  • Integratori di fibre: una dieta ricca od arricchita di fibre può costituire un valido ausilio per trattare il meteorismo (oltre che la stipsi): le fibre, infatti, stimolano la peristalsi intestinale, alleviando questi spiacevoli effetti. La fibra contribuisce a ridurre il tempo di permanenza del materiale gastrico e delle tossine nel lume intestinale, favorendone l’eliminazione, perciò il rischio di meteorismo viene abbattuto. Da ricordare che gli integratori a base di fibre non dovrebbero essere assunti prima di coricarsi per il riposo notturno, dato che gonfiandosi in tempi brevi potrebbero scatenare ostruzioni nel tratto esofageo ed asfissia notturna.
  • Integratori prebiotici: regolarizzano l’attività intestinale e favoriscono l’attecchimento della flora batterica simbionte
  • Integratori di fibre: tra i più utilizzati, ricordiamo: agar agar, glucomannano, gomma guar, gomma Karaya, pectine, semi di psillio

Il carbone vegetale riveste un ruolo di assoluta rilevanza come rimedio erboristico naturale, seguito da piante carminative come finocchio ed anice.
Si distinguono quattro categorie di carbone:

  • Carbone vegetale: è ottenuto dalla distillazione secca del legno di betulla, salice o pioppo, da cui si ottiene una polvere. Vanta blande proprietà adsorbenti, comportandosi come una spugna.
  • Carbone animale: deriva da scarti della macellazione (ossa, tendini, cartilagini) sottoposti ad una carbonizzazione senza fiamma. Comporta proprietà adsorbenti maggiori rispetto al carbone vegetale: infatti, è considerato anche “anti-tossico” in ambito medico (in seguito alla lavanda gastrica). Il materiale di scarto animale viene posto in stufe ad una temperatura compresa tra i 100 e i 200°C: la carbonizzazione avviene senza fiamma per evitare la produzione di sostanze aromatiche cancerogene.
  • Carbone officinale composto: rappresenta un mix di carbone vegetale ed animale.
  • Carbone medicato: è un carbone arricchito con sostanze antisettiche (es. fenoli).

Il carbone, in generale, ha proprietà adsorbenti che lo rendono capace di trattenere i gas intestinali; inoltre, facilita l’eliminazione batterica che provoca la fermentazione. Per i soggetti che presentano solamente una forma di meteorismo causata da un’alimentazione scorretta, il carbone dev’essere assunto dopo i pasti. Solitamente, per i soggetti che seguono una cura farmacologica, il carbone dovrebbe essere evitato, perché potrebbe diminuire la biodisponibilità dei farmaci. Il carbone, inoltre, non dev’essere assunto dalle persone che presentano carenze vitaminiche e dai soggetti che manifestano problemi di assorbimento in generale: il carbone, infatti, va ad indebolire l’assorbimento dei principali nutrienti.
Ad ogni modo, il consulto del medico di base è indispensabile.

Sarebbe buona regola assumere fermenti lattici in concomitanza al carbone per favorire il ripristino della flora intestinale, di conseguenza per combattere il meteorismo.

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