TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

Molecola di doxazosina.

Gli alfa bloccanti (α1-recettori adrenergici antagonisti) procurano un sostanziale miglioramento dei sintomi dell’IPB,rilassando la muscolatura della prostata e del collo vescicale e aumentando la portata del flusso urinario. Molecole come doxazosina, terazosina,alfuzosina,silodosina e tamsulosina vengono impiegate con successo. Vecchie molecole come fenossibenzamina e prazosin non sono raccomandate per il trattamento dell’IPB. Gli alfa bloccanti possono tuttavia causare eiaculazione retrograda.

Gli inibitori della 5α-reduttasi,(finasteride e dutasteride) sono un altro trattamento praticato. Quando vengono usati in abbinamento agli alfa bloccanti,si è notata una drastica riduzione del volume della prostata in persone con ghiandole molto ipertrofiche.

L’estratto del frutto della Serenoa repens ha dimostrato efficacia nel ridurre i sintomi della patologia. Uno studio sistematico evidenzia una comparabilità di efficacia con la finasteride (Wilt et al., 2002). Altre erbe medicinali che hanno alla base sistematiche ricerche sono il beta-sitosterolo tratto dalla Hypoxis rooperi (pianta grassa africana) e la pigelina (estratta da Prunus africana), mentre vi è una minore conoscenza sull’efficacia della Cucurbita pepo (semi di zucca) e dell’Urtica dioica (Wilt et al., 2000). In ultimo una sperimentazione condotta in doppio cieco ha avvalorato l’efficacia del polline del fiore delle segali (Buck, et al., 1990).

Il Sildenafil mostra alcuni sintomatici benefici mostrando una possibile concomitante eziologia con la disfunzione erettile.
Anche la mepartricina,grazie alla sua azione antiestrogena,ha dimostrato una discreta efficacia nel ridurre la sintomatologia.

FARMACI

In caso di ipertrofia prostatica benigna, la terapia farmacologica risulta essenziale ed indispensabile, al fine di evitare la progressione, lenta ma inarrestabile, dei sintomi, e prevenire le complicanze (compresa la ritenzione urinaria acuta).

Sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche: spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla causa scatenante,alla gravità della malattia,ed alla risposta del malato alla cura:

Farmaci antiandrogeni: in particolare i farmaci dutasteride e finasteride sono inibitori specifici della 5-alfa reduttasi,l’enzima coinvolto nella metabolizzazione del testosterone in diidrotestosterone,un potente ormone sessuale androgeno maggiormente attivo sulla prostata.

L’effetto dei farmaci antiandrogeni sulla prostata è sorprendente: le dimensioni della ghiandola prostatica vengono ridotte,la funzionalità urinaria viene ripristinata e i sintomi da ostruzione vengono migliorati.

  • Dutasteride  (es. Avodart e Duagen): assumere 500 µg (0,5 mg) al giorno per un periodo di tempo piuttosto lungo. Potrebbero essere necessari anche 6 mesi di trattamento prima di osservare un miglioramento sintomatologico.
  • Finasteride (es. Finasteride,Sitas,Asterid,Ridestin,Proscar,Prostide): si raccomanda la somministrazione di 5 mg di farmaco al dì. Generalmente,i pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna vedono i primi benefici terapici dopo 6-12 mesi di trattamento con Finasteride; nell’evenienza in cui,dopo questo periodo di tempo, il paziente non riscontrasse alcun risultato positivo,il medico provvederà a modificare la terapia. Ad ogni modo,sembra che l’assunzione costante di questo farmaco sia efficace per ottenere sia un miglioramento duraturo dei sintomi a carico del tratto urinario,sia una riduzione del volume prostatico.

I farmaci antiandrogeni sono preferiti in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna,soprattutto per quei pazienti con prostata particolarmente ingrossata.

 

Agenti adrenergici (azione periferica): gli alfa bloccanti sono largamente impiegati in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica, poiché agiscono rilassando la muscolatura liscia,inducendo un incremento significativo del flusso urinario e migliorando i sintomi da ostruzione.

Doxasozina (es. Atensil,Cardura,Doxazosina alm,Noradox): questo farmaco è impiegato nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna associata,in particolare,a ritenzione urinaria ed ipertensione. Si raccomanda di iniziare il trattamento assumendo 1 mg di farmaco per via orale una volta al dì (compressa a rilascio immediato),oppure 4 mg/dì dopo la colazione (compresse a rilascio prolungato). Per la cura di mantenimento,si consiglia di assumere per via orale una compressa a rilascio immediato da 1-8 mg una volta al dì,oppure 4-8 mg quando si tratta di compresse a rilascio prolungato. La posologia può essere modificata dal medico in base alla risposta del paziente alla cura; la dose massima raccomandata è 8 mg/dì.

Tamsulosina (es. Tamsulosina,Omnic,Pradif,Probena) si raccomanda la somministrazione orale di 0,4 mg di farmaco al dì,mezz’ora dopo il pasto principale,sempre alla medesima ora.

Terazosina (es. Ezosina,Terazosina,Prostatil,Itrin): iniziare la terapia assumendo 1 mg di farmaco una volta al dì,preferibilmente a colazione. Dose di mantenimento: aumentare la posologia gradualmente a 2 mg,5 mg,10 mg,una volta al dì,al fine di migliorare il profilo clinico del paziente.

Alfuzosina (es. Alfuzosina HEX,Mittoval,Xatral): si raccomanda di assumere per via orale 10 mg di principio attivo al dì, immediatamente dopo il pasto principale,sempre alla medesima ora. Questo farmaco è particolarmente indicato nei soggetti di età superiore ai 65 anni,in caso di ritenzione urinaria acuta associata a ipertrofia prostatica benigna: anche in questo caso,si consiglia la somministrazione di 10 mg di farmaco al dì. La durata della terapia dev’essere stabilita dal medico curante.

Prazosina (es. Minipress): iniziare la terapia assumendo per via orale 1 mg di principio attivo (compresse) 2-3 volte al dì. Proseguire la cura di mantenimento con 6-15 mg al dì,assunti in dosi frazionate secondo quanto stabilito dal medico curante. Essendo poco selettivo,questo farmaco non viene molto utilizzato per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna.

Silidosina (Silodyx): si consiglia di assumere una capsula da 8 mg al giorno per via orale, in concomitanza dei pasti deglutendola intera con un bicchiere d’acqua. La dose raccomandata è di una capsula da 8 mg al giorno. Per i pazienti con problemi renali di entità moderata la dose iniziale è di 4 mg una volta al giorno, per poi passare eventualmente a 8 mg una volta al giorno dopo una settimana. La silidosina non è raccomandata per i pazienti con gravi problemi renali.

TERAPIA CHIRURGICA

Prostata dopo resezione chirurgica.

In caso di fallimento del trattamento medico,può rendersi necessario un trattamento chirurgico di resezione endoscopica della prostata (TURP). Questo prevede la resezione di parte della prostata attraverso l’uretra. Esistono anche alcune nuove tecniche per ridurre il volume della prostata ipertrofica,alcune delle quali non sono ancora abbastanza sperimentate per stabilire i loro effetti definitivi. Esse prevedono vari metodi per distruggere parte del tessuto ghiandolare senza danneggiare quello che rimarrà in sito. Fra queste si ricordano: la vaporizzazione transuretrale della prostata (TVP),la laser TURP,la visual laser ablation (VLAP),la Transurethral Microwave Thermo Therapy (TUMT), la Transurethral needle ablation of the prostate (TUNA) e la sua evoluzione tecnologica Prostiva,micro iniezioni di etanolo o di tossina botulinica in situ e altre ancora allo studio o in via di sperimentazione.

Nuove tecniche

Nuove tecniche che comportano l’impiego del laser in urologia,sono state sperimentate negli ultimi 10 anni. Si è iniziato con la VLAP, tecnica che usa uno YAG laser a contatto con il tessuto prostatico. Una tecnologia altamente innovativa, è chiamata Photoselective Vaporization of the Prostate (PVP) e usa un laser (GreenLight Laser) a luce verde (LBO, Litio Triborato). Questa procedura utilizza un laser ad alta potenza di 180 Watt,con una fibra laser di circa 7 French inserita nella prostata mediante uno strumento adeguato. Essa è usata per vaporizzare il tessuto adenomatoso,rispettando la capsula prostatica. GreenLight Laser ha una profondità di vaporizzazione di 0,8 mm ed una lunghezza onda espressamente dedicata alla vaporizzazione dei tessuti. La dimissione è precoce. Un’altra procedura chiamata Holmium Laser Ablation of the Prostate (HoLAP). Il laser per l’HoLAP è un dispositivo con una sonda di 550 micron con una potenza di 100 watt e un angolo di riflessione di 70 gradi. La sua profondità di passata è di 2,140 nm, che cade nella zona invisibile dell’infrarosso e non può essere visto a occhio nudo. La profondità di penetrazione del laser a olmio è inferiore a 0,5 mm. Questa tecnica è utilizzabile solamente per prostate con piccoli adenomi. La tecnica laser più recente utilizza un laser Tullio (2010 nm) con il quale è possibile utilizzare sia la tecnica di enucleazione ThuLEP (Thulium Enucleation of Prostate), impiegata anche con il laser ad Olmio,sia la tecnica di vaporizzazione ThuVaP (Thulium Vaporization of Prostate).

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